Fiom-IG Metall, la gestione del passaggio generazionale nel sindacato e nelle strutture di rappresentanza aziendali

In qualità di delegato RSU della FIOM CGIL di IMA S.p.A., ho partecipato al convegno dal titolo  “Cambiamento demografico e la gestione del passaggio generazionale nelle organizzazioni sindacali e nelle strutture di rappresentanza a livello aziendale” presso la sede dell’IG Metall di Wolfsburg ( città dove è stata fondata la storica fabbrica e sede del gruppo Volkswagen ).
Il viaggio è iniziato tutti insieme davanti al gate che ci ha portati a Berlino per poi, passando da  Monaco, giungere in treno a Wolfsburg. Se pur di 6 ore, il tragitto è stato l’occasione per conoscerci tutti meglio, dalla collega Tiziana – delegata RSU Fiom CIGL dell’IMA, a Lisa -delegata RSU Fiom CIGL della Lamborghini, ad Alberto -delegato RSU Fiom CIGL della Ducati, a Volker – dell’IRES Emilia-Romagna, a Samuele -Segretario della Fiom-Cgil Ferrara e per ultima ma non meno importante  la traduttrice Pasquini Cinzia.
La cosa che colpisce immediatamente all’arrivo in treno a Wolfsburg, è una statua posta all’uscita dalla stazione a ricordo di tutti gli emigranti che hanno raggiunto la città con la speranza di trovare un lavoro e l’immensità della fabbrica della Volkswagen che si erge maestosa alle spalle della  stazione.

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Il seminario è stato aperto da Flavio Benites, resp. Relazioni internazionali  IG Metall Wolfsburg, che ha portato i saluti istituzionali , mentre il primo intervento è stato fatto da Hartwig Erb,segretrio generale IG Metall Wolfsburg, che ha illustrato e descritto l’organizzazione sindacale in Germania.
La prima cosa che salta subito agli occhi è che in  Germania il sindacato è tutelato dalla giurisdizione che impone che la rappresenza sindacale  sieda nei consigli di sorveglianza delle aziende. In pratica in Germania per legge dello stato,  il lavoro come tale (cioè senza che i lavoratori siano obbligati a partecipare al capitale e agli utili aziendali) è rappresentato nei consigli di sorveglianza che definiscono le strategie delle imprese, nominano i manager e controllano il loro operato.
Hartwing, nel suo intervento ha ricordato la collaborazione fra IG Metal e FIOM di Bologna che prosegue dal lontano 1980, collaborazione che si è intensificata sempre più, basandosi sul confronto costruttivo al fine di ottenere ulteriori stimoli nel raggiungimento dei risultati migliori.
Nel suo intervento Hartwing, ha affrontato diversi argomenti. Partendo dal problema delle riforme del mondo del lavoro – che anche in Germania sta creando non poche disegualianze, per toccare il tema della riforma delle pensioni e la Digitalizzazione che porterà persone di 50 anni a diventare  obsolete o non idonee al lavoro e che tuttavia non potranno andare in pensione.
Hartwing ha sottolineato che, come in Italia, anche in Germania, molte grandi aziende stanno esternalizzando tutti i servizi in modo particolare la logistica, provacando spesso effetti devastanti sulle condizioni di lavoro e di vita delle persone che sono diventate, malgrado loro, vittime di un sistema capitalistico orientato al perseguimento del massimo profitto. Alla luce di questo fenomeno IG Metall ha cercato di siglare contratti con  queste aziende , dove vengono garantiti gli stessi diritti  e le stesse retribuzioni di quelle dei metalmeccanici delle aziende clienti. Inoltre, si cerca di prevenire ed affrontare al meglio  questi processi attivando in maniera copiosa la formazione in azienda, aumentando l’attenzione nella creazione di posti di lavoro idonei a persone con disabilità ( per esempio come il progetto Halle 35).
Altro fattore di comunanza tra Italia e Germania, è che , purtroppo, sta  prendendo piede una linea politica del sindacato. Nel senso che in Germania gli scioperi non possono avere natura politica e tuttavia  i sindacati hanno più strumenti per partecipare alle decisioni aziendali rispetto all’Italia dove i sindacati hanno  molte limitazioni, quasi nessun strumento per partecipare alle decisioni dell’azienda. In Germania le proteste devono svolgersi pacificamente e non possono avere natura politica. E’ impensabile in Germania avere scioperi generali come a Roma. Ciononostante,  la politica che non risolve i problemi sta portando i partiti di estrema destra o populisti ad affacciarsi sempre più sulla scena politica di governo, come succede in Italia
A seguito dell’intervento di Hartwing, vi è stata Julia Massolle dell’ Helex-Institut, Bochum, che ha illustrato una ricerca dal titolo :“Monitoraggio del cambiamento demografico per il consiglio di fabbrica”.
Questa ricerca dimostra come i cambiamenti demografici, bassa natalità, immigrazione andranno a modificare i consigli di fabbrica. Un dato importante emerso da questa ricerca è come il mondo del lavoro stia evolvendo; appare evidente infatti che vi sono sempre meno operai e sempre più colletti bianchi, ma questi ultimi meno interessati al sindacato e ancora meno propensi ad impegnarsi all’interno delle strutture del sindacato. Emerge altresi che il  sindacato “ Nazionale “  in Germania non è all’interno di tutte le aziende soprattutto quelle più piccole. Infatti, il sindacato in Germania è molto forte nelle grandi aziende dove può contare su tanti iscritti, mentre nelle piccole aziende spesso è assente.Risulta inoltre, da questo studio, come il sindacato sia “vecchio “, nel senso che solo il 7% degli iscritti ha meno di 25 anni e di come il sindacato non riesca ad attrarre i giovani o peggio ancora non riesca a comunicare con la fascia giovane dei lavoratori.
Terminato l’intervento sulla situazione del sindacato e del lavoro in Germania è stata la volta  Samuele Lodi, Fiom-Cgil Ferrara. Samuele h illustrato la situazione del sindacato in Italia dopo 10 anni di crisi che ha portato la chiusura di molte aziende ed il ridimensionamento degli iscritti nel sindacato. Pur vivendo in una regione virtuosa e con una struttura industriale forte rispetto alla situazione nazionale, anche l’Emilia Romagna ha sentito pesantemente la crisi. Samuele ha continuato l’intervento, illustrando le battaglie perse dal sindacato- come la riforma delle pensioni ed  il JOB ACT- ed evidenziando le iniziative che si stanno portando avanti per ridimensionare e recuperare situazione dei lavoratori e del sindacato in Italia. Vi è stato un accenno al congresso della CIGL, congresso a cui anche l’IG Metall è stata invitata.
A seguito dell’intervento di Samuele è stata presentata da Stefan Lucking, presidente della fondazione Hans Bockler un’altra ricerca dal nome “Il rapporto fra i lavoratori giovani e le strutture di rappresentanza a livello aziendale” condotta e relazionata durante la giornata da Katrin Schmid, wmp consult – Wilke Maack, Amburgo
La ricerca ha analizzato come i sindacati di stati diversi si approcciano ai giovani e le strategie messe in campo per attirare i giovani ad iscriversi al sindacato. Il primo dato in comune a tutti  i sindacati è che è molto difficile approcciarsi ai giovani. Per  vari motivi.
     Spesso i giovani hanno impieghi precari e meno sicuri ed un coinvolgimento con il sindacato può essere visto negativamente dal datore di lavoro;
     i giovani tendono ad essere più egoisti e meno interessati alla politica in generale.
     il linguaggio del sindacato appare distante dai giovani  e spesso all’interno dello stesso sindacato vi sono idee contrastanti sul come portare avanti iniziative sindacali , tra giovani sindacalisti e sindacalisti vecchio stampo.
 
Katrin Schmid ha poi illustrato come alcuni sindacati per attirare i giovani stanno attivando iniziative quali corsi di formazione per dare le giuste conoscenza a tutti i neo eletti, oppure come non solo iscriversi al sindacato ma diventarne protagonista o ancora – all’interno dello stesso sindacato -lasciare spazio di organizzazione ai giovani, fornendo supporto e consiglio ma senza imporre il pensiero vecchio stampo del sindacato, ed infine in alcuni casi organizzando open day & girgliate per fare conoscere ed informare sul sindacato.
 
La giornata è stata chiusa da  Volker Telljohann, IRES Emilia-Romagna  parlando del rapporto di collaborazione portato avanti da IG Metall e  FIOM-CGIL.
Volker ha poi analizzato la situazione politica in Europa , sottolineando come la crisi dei partiti di sinistra -storicamente più vicini ai lavoratori – ha portato il sindacato a doversi occupare della conseguente deriva populista e di estrema destra della popolazione  e di conseguenza dei lavoratori.  E’ poi passato alla questione di come conferire carattere di professionalità ai rappresentanti sindacali, perché il loro compito diventerà sempre più difficile in quanto, se vogliamo avere migliori risultati occorre andare verso un sindacato partecipativo , vedi  realtà come di Volkswagen, Ducati, per evitare di ristagnare in realtà, come l’Italia, dove il modello Fiat è dominante.
Il giorno seguente, ci è stata data l’opportunità di visitare la sede Volkswagen e grazie a Sonia Valitutto, una rappresentante sindacale Volfswaghen conosciuta al seminario, siamo riusciti ad entrare all’interno dello stabilimento.
Lo stabilimento è una piccola città e per dare un idea delle dimensioni, basti pensare che vi lavorano 60.000 persone, di queste 20.000 sono quelle che lavorano nelle catene di montaggio su 3 turni.  All’interno dell’azienda ci sono un decina di mense, un mini ospedale e per andare da un padiglione all’altro all’interno dello stabilimento, ci sono 3 linee di autobus.
Grazie a Sonia, siamo riusciti a visitare il reparto della lavorazioni della plastica, più precisamente il reparto dove vengono fabbricati i serbatoi ed i cruscotti dei modelli TIGUAN e GOLF. E’ stata una bella esperienza, siamo stati all’interno della produzione, fianco a fianco con gli operatori che ci hanno anche fatto provare ad effettuare alcune operazioni.
Conclusione
Prima della partenza per questo seminario, l’idea del sindacato tedesco mi appariva come una realtà molto forte, visti anche risultati ottenuti con l’ultimo contratto firmato tra IG Metall e gli industriali di Stoccarda sull’orario di lavoro.  Invece ho visto un sindacato molto simile al nostro, che si interroga del suo futuro.
Il seminario ha fatto emergere  una situazione di stallo del sindacato soprattutto verso la fascia giovanile dei lavoratori. Una conferma dell’avvenuta rottura tra cultura ed azione sindacale, dell’esaurimento dei cosiddetti “intellettuali di area” che nel passato hanno svolto un ruolo importante nell’alimentare un confronto dialettico all’interno e fra le diverse organizzazioni, il lievito di ogni struttura democratica.
Ringrazio al FIOM CIGL che mi ha dato l’opportunità di partecipare a questo viaggio,  l’IG_Metal di Wolfsburg per averci ospitato e Sonia per il bellissimo giro all’interno della Volfswaghen.

M4

Lorenzo Vergnanini delegato Fiom IMA

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