L’Italia che resiste! La manifestazione del 9 febbraio nelle parole di Roberta operaia e delegata Fiom

Eccomi qua, sono Roberta, un’operaia metalmeccanica delegata Fiom.

Vorrei raccontarvi la mia manifestazione del 9 febbraio.

Faccio un passo indietro.

Manca ancora una settimana a sabato, il giorno della manifestazione, eppure, nei commenti della gente sento una voglia di partecipazione che non percepivo da un po’, e ciò forse anche grazie alla elezione di Maurizio (Landini per i media, ma per me sempre Mauri) il compagno che ha guidato la mia Fiom per otto lunghi e difficili anni.
Maurizio, l’uomo che trovi nei salotti televisivi, ma che poi incontri anche dentro al più piccolo circolo Arci di paese.

Iniziano le assemblee nei luoghi di lavoro. Non è facile far capire che non vogliamo scontrarci a priori con questo governo.
Tuttavia è importante che la manifestazione riesca perché la manovra economica indebolisce ancora di più il ceto medio/basso; perchè questa quota 100 (anche se sarebbe più giusto chiamarla 38+62) non ci basta, perché vogliamo investimenti sul lavoro, e perchè 41 anni di lavoro sono perfino troppi.
I lavoratori ci ascoltano.
Sappiamo che non è facile riconquistare la fiducia della gente dopo l’abolizione dell’art. 18, il jobs act, la Fornero, però è importante gettare le basi per una nuova stagione di lotte.

È già l’8 febbraio.

E’sera.
Preparo la felpa rossa Fiom (oramai arancione per i tanti e lunghi anni di lotte), preparo il foulard dell’Anpi di mio nonno, mi faccio una camomilla: chi mi conosce sa che non è da me. Ore 21,30 sono già nel letto, però….drinnn! Suona la sveglia, sono le tre, mi alzo e accendo il gas perché a quest’ora serve proprio un caffè. Mi sento emozionata mentre mi vesto perché so che finalmente Maurizio è Segretario generale della Cgil e nutro la speranza che “in quel paese qui” qualcosa possa davvero cambiare.
Ah! Mauri, ne abbiamo pestate delle piazze assieme…ed ora sei ancora qui a guidarmi e a guidarci.

Arrivo al pullman in anticipo. Eccoli i compagni e le compagne, ci siamo tutti; ed eccole le “fiommine” in prima fila sul pullman, compagne ed amiche come Roberta e Daria , Cristina e Sandra.
Non si dorme in pullman, si chiacchiera, si canta, si ride, si fanno strategie lavorative……insomma si fa balotta , con la consapevolezza di volerci essere.

Arrivati a Roma nemmeno noi crediamo a ciò che ci si presenta davanti.
Il corteo parte  da Piazza della Repubblica prima dell’ora stabilita perché c’è troppa gente, e allora ci avviamo di gran carriera verso piazza San Giovanni che però troviamo già strapiena, ma noi della Fiom siamo tenaci e non demordiamo. Allora ci facciamo largo con ogni mezzo per arrivare sotto al palco. Ci siamo tutti: Cgil, Cisl e Uil, ma il nostro bel rosso spicca su tutti… e poi l’intervento dei sei lavoratori dal palco…

Ma eccolo lì, c’è Maurizio, la piazza è gremita, non riesce a contenerci tutti.
Landini suona la carica: lavoro, Europa, investimenti, lotta al fascismo e al razzismo, difesa della Costituzione. Non dimentica nulla, ricorda i morti sul lavoro (purtroppo due vittime anche il giorno prima). Sento i brividi lungo la schiena: Maurizio, avevo bisogno del tuo incoraggiamento!

Si chiude la manifestazione e mentre ritorno al pullman mi accorgo di non aver incontrato nessuno dei compagni degli altri territori. Per forza, siamo tantissimi! 200.000 dice la stampa, ma non lo so, ci contino i giornalisti!

Al ritorno ci fermiamo a mangiare quel tanto discusso panino che è stato oggetto di commenti spregevoli da parte anche di un europarlamentare; uno che anziché lavorare per risolvere i problemi dell’Italia, posta cose senza senso sui social.
Quel panino che è il migliore del mondo perchè condiviso con i miei compagni, quel panino che sa di onestà e umanità.

Grazie a tutti compagni, sono le 22, sono arrivata a casa, non sono stanca…..sono fiera di me e di noi.

W la Fiom e W  la Cgil!

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