Andrà bene se saremo uniti

Oggi abbiamo svolto l’Attivo delle delegate e dei delegati della Fiom di Bologna.
Un ultimo momento di discussione prima della pausa natalizia, in cui abbiamo voluto intrecciare il bilancio di questo tremendo e intenso anno grazie all’introduzione di Samuele Lodi Segretario Regionale della Fiom-ER e dagli interventi delle delegate e dei delegati, con i contributi di Cecilia Strada e Corrado Mandrioli di ResQ People Saving People e di Rossella Vigneri dell’Arci di Bologna.
Per la Fiom l’intersezione della nostra azione sindacale per la difesa e l’estensione dei diritti nei luoghi di lavoro, con le grandi battaglie del nostro tempo è sempre stato un elemento di valore ed un tratto caratterizzante. 

Il confronto di oggi giunge dopo mesi di attività  frenetica, in cui si corre sempre il rischio di dare per scontato l’enorme lavoro svolto e, soprattutto, di perdere il quadro insieme. 

Oggi le metalmeccaniche e i metalmeccanici sono impegnati nel rinnovo di tutti i contratti nazionali: da Federmeccanica all’Artigianato, da UnionMeccanica alle Cooperative.

Samuele Lodi Segretario Generale Fiom-ER

Trattative che hanno visto un importante protagonismo della Fiom e che, come ha ricordato Samuele Lodi, sono impostate intorno a piattaforme unitarie che hanno tutte una cornice comune e che hanno tutte come fulcro il tema del salario.
In un momento in cui è facile cadere preda nelle divisioni e nelle spinte corporative, stiamo dando segnale di grande unità attraverso la ricerca della compattezza tra le sigle sindacali che io tenere insieme tutti i comparti del nostro settore industriale.   

Condizioni queste che saranno certamente determinanti nel modificare e cambiare le condizioni di tutti i Metalmeccanici e che, se necessario, consentiranno di arrivare ad una mobilitazione di tutta la categoria.
Stiamo vivendo una fase drammatica che avrà delle ripercussioni importanti sul futuro dell’industria del nostro Paese: vogliamo contrattare per decidere a quale futuro aspirare e sottrarre alle Aziende il potere di decidere da sole. 

In questo quadro un importante segnale è stato il rinnovo del Contratto Integrativo Regionale degli Artigiani, lungamente ricercato e che segna una vittoria politica importante di Fiom-Fim-Uilm che hanno salvaguardato il premio consolidato permettendo ugualmente l’accesso alle prestazioni di welfare fornite dal Fondo Eber, con contribuzione completamente a carico delle aziende.  


L’artigianato è il segmento più fragile ed esposto del nostro settore ma noi abbiamo sempre detto con chiarezza che non avremmo lasciato indietro nessuno e che, grazie alle nostre iscritte e ai nostri iscritti abbiamo la forza, la capacità organizzativa e la rappresentatività per dare voce ai lavoratori di tutte le aziende, di ogni dimensione. 

Non lasciare indietro nessuno: un imperativo che non ci deve far dimenticare l’emergenza mai interrotta che si consuma quotidianamente nel Mediterraneo.
Come ha ricordato Cecilia Strada, chiedere di sostenere pubblicamente ed economicamente un progetto che, come Resq, si pone l’obiettivo di mettere in mare una nave per prestare soccorso ai migranti non è mai stato semplice e lo è ancora di più in questo periodo. 

Cecilia Strada ResQ People Saving People

Ma è una responsabilità e una battaglia che vogliamo assumerci e sostenere perchè “salvare è un dovere, essere salvati è un diritto”. 

Così come abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere Mediterranea, per salvare vite umana ma anche per raccontare quello che succede in mare a causa del blocco delle operazioni di salvataggio e dare voce alle testimonianze di uomini e donne che hanno sulla loro pelle i segni delle violenze, degli stupri, delle torture, della schiavitù.

Questa cosa la sta facendo la società civile.
Dovrebbe organizzarla il Governo, dovrebbe organizzarla l’Unione Europea: “è una cosa straordinaria, ma che non vorremmo fare più”.

Allo stesso modo, nel corso di questa emergenza sanitaria la società civile si è fatta carico delle fasce più marginali ed esposte della popolazione.
Chi ha a cuore la cura della città, del lavoro e delle persone ha trovato nel mondo dell’associazionismo uno strumento per organizzarsi e provare a dare una risposta, sopperendo spesso alle carenze del pubblico.
Ma non si può pensare che le realtà sociali siano coinvolte solo nelle gestione delle emergenze e non nelle scelte strategiche e sulle politiche adottate dalle Istituzioni. 

Rossella Vigneri Presidente Arci Bologna

Crediamo che il destino delle fasce più esposte della nostra città dipenderà molto dalle scelte che si prenderanno in questo momento per uscire dalla crisi”, Rossella Vigneri nel presentare l’Assemblea organizzata per il 14 Gennaio per discutere del “Manifesto per un Governo Condiviso della Città”, che risponde alla necessità di condividere da basso proposte tra chi, in modo diverso, a Bologna si prende cura della città, del lavoro e delle persone e rivendicare spazio all’interno dei processi decisionali delle istituzioni locali. 

Con un focus anche sugli spazi culturali che hanno subito un blocco totale durante la pandemia e hanno un peso importante in termini di lavoro, ma anche un impatto decisivo sulla qualità della vita, della socialità società e della aggregazione di tutti e tutte noi.

Perchè, come è emerso dall’ultimo rapporto Censis, “l’epidemia non solo ha squarciato il velo sulle nostre fragilità strutturali del nostro sistema ma ha anche mostrato come il modello individualista sia stato il miglior alleato del virus“.
L’enorme lavoro che abbiamo svolto nei momenti più difficili dell’emergenza ci restituisce l’importanza dell’azione collettiva  e del ruolo della rappresentanza: abbiamo contrattato e scioperato per mettere in sicurezza le aziende, aprendo la stagione dei protocolli che sono stati recepiti dai decreti legge e applicati in tutti i luoghi di lavoro. 

Soprattutto, cosa ancora unica nel panorama occidentale, il blocco dei licenziamenti ha tutelato l’occupazione evitando che le Aziende utilizzassero l’emergenza per avviare operazioni di ristrutturazioni e dei tagli al personale.  

Così come è stato prezioso il lavoro delicatissimo di contrattazione sugli ammortizzatori sociali con oltre 2500 accordi firmati durante il lockdown.
Una contrattazione difensiva di qualità in cui, nelle aziende con almeno 100 dipendenti, l’anticipo del trattamento di cassa integrazione è stato contrattato nel 96% dei casi e la maturazione sempre integrale dei ratei di ferie, permessi e tredicesima nel 93%.
Abbiamo fronteggiato le crisi aziendali con il protagonismo e la partecipazione delle persone, come nel caso della Maccaferri e della Fiac, dietro le quali però ci sono decine di altre vertenze che, seppur lontano dai riflettori mediatici, ci vedono impegnati ad affrontare la materialità dei problemi delle lavoratrici e dei lavoratori. 

I 500.000 posti di lavoro persi tra i lavoratori a tempo determinato e altre forme contrattuali atipiche, ci dicono però quanto la battaglia per un’uscita da questa crisi che metta al centro il lavoro e aggredisca disuguaglianze e fragilità strutturali sia giusta, necessaria e impellente. 

Abbiamo dovuto contrattare anche per difendere i diritti sindacali e per riportare le assemblee nei luoghi di lavoro, utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione per garantire il diritto irrinunciabile dei lavoratori ad essere informarti, consultati e partecipare alle decisioni che impattano sulle loro condizioni di lavoro.  

Anche la giornata di lotta del 5 novembre è stato un esperimento: abbiamo fatto sciopero davanti i cancelli, collegando virtualmente tutti i presidi. 

Intanto la nostra attività di contrattazione aziendale non si è fermata: sono stati siglati tanti accordi ponte, che hanno messo in sicurezza i diritti conquistati in decenni di attività sindacale, ma anche molti rinnovi e alcuni nuovi accordi integrativi. 

Così come in questi mesi è proseguito un lavoro molto prezioso di rinnovo delle Esu e di elezioni in aziende dove prima non vi era alcuna rappresentanza. 

Abbiamo un patrimonio di democrazia enorme, fatto di rappresentanti eletti dai propri colleghi nei luoghi di lavoro, di partecipazione alle scelte della organizzazione e di rivendicazione di un ruolo attivo nel rivendicare spazi di governo nei confronti delle aziende e delle istituzioni, con un solo obiettivo: costruire un mondo più giusto, più equo e più bello.

Ci aspetta un 2021 impegnativo: noi siamo ci siamo!

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